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Premio
Nobel 2002 per la Fisica
MOTIVAZIONE: Per
le scoperte sui neutrini,
particelle che si formano durante
i processi di fusione nel sole e nelle altre stelle.
Riccardo
Giacconi è nato a Genova nel 1931, ma ha compiuto tutti
i suoi studi a Milano, laurea in Fisica compresa. La madre era
un'insegnante di matematica e autrice di manuali scolastici.
Dopo aver lavorato come ricercatore nell'ambito della fìsica
delle particelle elementari all'Università di Milano, nel 1956
Giacconi emigrò definitivamente negli USA dove nel 1959 entrò
nell'American Science and Engineering (ASE), con l'incarico di condurre
ricerche spaziali.
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Grazie
ai successi delle sue ricerche, Giacconi nel 1969 venne eletto alla
vicepresidenza. Le attività del gruppo spaziano dalla progettazione
e costruzione dei satelliti, alla analisi dei dati. In quegli anni si
sviluppò una serie di contatti scientifici fra Giacconi e Remo
Ruffìni, allora all'Università di Princeton. In parallelo
realizza, con Giuseppe Vaiana, la prima missione spaziale dedicata alla
emissione X del sole con un telescopio fatto volare a bordo dello Skylab.
Nel 1970 Giacconi inizia lo studio del primo osservatorio spaziale a
raggi X che si concretizzò con la missione del telescopio "Einstein"
lanciato con successo nel 1978.
Nel 1981 Giacconi si dedica a una nuova attività: l'astronomia
e l'astrofisica ottica spaziale. Aveva accettato infatti la direzione
dell'istituendo Space Telescope Institute della Johns Hopkins University
a Baltimora. Con la sua proverbiale capacità manageriale, in
pochi anni fece costruire l'istituto. Lo scopo era quello di ottenere
la completa responsabilità dello Hubble Space Telescope. Anche
nella situazione drammatica seguita alla scoperta dell'errore di costruzione
dello Hubble, Giacconi fornì la guida tecnica e manageriale che
sarebbe stata sufficiente per disegnare lo strumento correttore Costar.
Decretò comunque l'inizio di una nuova era: quella dell'intervento
di astronauti che sostituiscono apparecchiature sul telescopio in orbita.
Nel
1985 Giacconi partecipa alla creazione in Italia dell'ICRA (International Center
for Relativistic Astrophysics), a cui prendono parte l'Università di Roma
La Sapienza, lo Space Telescope Institute, le Università di Stanford e
di Washington e altre istituzioni. Giacconi affronta poi una ulteriore
sfida: la creazione del più grande osservatorio astronomico terrestre.
A tal fine, nel 1992 viene nominato Direttore generale dell'ESO (European Southern
Observatory). In pochi anni porta a termine il VLT (Very Large Telescope), un
insieme di quattro telescopi in funzione contemporaneamente. Da allora
l'astrofìsico italiano è diventato una stella del firmamento scientifico,
ma anche un cittadino statunitense. Ora vive a Baltimora e insegna alla Johns
Hopkins University. Negli anni novanta fu chiamato alla guida delle osservazioni
effettuate con il telescopio Hubble e poco dopo gli europei lo vollero a capo
del nuovo telescopio più grande del mondo, che stava nascendo in Cile,
contendendolo agli Stati Uniti, che così spesso hanno messo a frutto i
nostri cervelli in fuga dal pressapochismo e dalla disattenzione delle autorità
italiane "competenti". Poi l'America se lo riprese, affidandosi a lui
per l'avventura dei futuri osservatori radio. È stato insignito
del Premio Nobel per la Fisica nel 2002 unitamente a R. Davis Jr. e M. Koshiba
per i loro lavori all'origine di scoperte sui neutrini, particelle che si formano
durante i processi di fusione nel sole e nelle altre stelle.
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