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SALVADOR EDWARD LURIA


Premio Nobel 1969 per la Medicina

MOTIVAZIONE: Per le scoperte del meccanismo
di replicazione
e della struttura genetica del virus.

Luria conseguì prima la laurea in Medicina, specializzato in biologia molecolare, e successivamente il diploma di specializzazione in radiologia a Torino dove era nato nel 1912; eppure si rese conto di quanto fosse effimero il bagaglio culturale che aveva accumulato fino a quel momento.

Una mattina lasciò Torino per affrontare con maggiori possibilità gli studi di fisica presso l'Università di Roma, dove allora Fermi era riuscito a creare un gruppo di ricercatori di prim'ordine che dovevano costituire l'ossatura e il vanto della Fisica italiana.

Conobbe in questi anni Max Delbrück e le sue idee sulla natura molecolare del gene, "le intuizioni di Delbrück rappresentano per me il Santo Graal della biofisica", confessò agli amici lo scienziato italiano, iniziando nel 1938 un programma di esperimenti (insieme alla microbiologa Rita Geo) sui batteriofagi.

Costretto ad emigrare per le leggi razziali prima in Francia e successivamente negli Stati Uniti, ottenendo nel 1947 la cittadinanza statunitense, iniziò a lavorare presso l'Institute of Technology di Cambridge, nel Massachusetts. In questa università Luria studiò soprattutto i meccanismi della resistenza acquisita dai batteri contro l'infezione dei batteriofagi (virus capaci di infettare i batteri) e sulla loro moltiplicazione.

Luria e Delbrück lavorarono indipendentemente e parallelamente al progetto sperimentale presso il laboratorio di Cold Spring Harbor e poi presso la Vanderbilt University nel biennio 1942-1943. Il fisico torinese approntò una brillante serie di esperimenti sulla teoria della mutazione spontanea regolata dal caso che confermò completamente le sue teorie. Annunciate le sue scoperte all'amico Delbrück lo convinse a elaborare l'analisi matematica adatta a spiegare i risultati dei suoi esperimenti. I due elaborarono in pratica non solo una nuova teoria, ma anche una semplice tecnica per la misura quantitativa delle mutazioni. In quegli stessi anni si aggiunse ai due ricercatori A.D. Hershey, anch'egli impegnato nella ricerca sui batteriofagi e i tre formarono quel Phage Group, che conseguì il Premio Nobel devoluto da Luria a organizzazioni pacifiste.

Nel 1951 Luria dimostrò la nascita di cloni mutanti nei fagi e nel 1952 si addentrò nel DNA, percorrendo la strada che portava al nucleo vivente di ogni cellula. A questo periodo di trionfi fece seguito il buio periodo del maccartismo: fu oggetto di sospetti per le sue idee socialiste e si salvò solo per i successi in campo fisico.

Applicando analisi statistiche, ha compiuto importanti esperimenti che costituirono la base di partenza per l'approfondimento della genetica batterica e virale e che rappresentarono anche una tappa fondamentale della moderna biologia e della genetica dei microrganismi. Riconobbe inoltre che la mutazione dei virus batterici, o fagi, ha luogo durante la loro replicazione ed è uguale alla mutazione dei geni degli organismi superiori. Su questa strada giunse a occuparsi negli anni settanta di meccanismi cancerogeni.

Tra i suoi scritti, si può citare il saggio ritenuto più importante, La vita: un esperimento non finito,che gli valse il National Book Award per la scienza nel 1974. Morì a Lexington, nel Massachusetts, nel 1991.

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Ultimo aggiornamento 12 marzo 2004