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FRANCO MODIGLIANI


Premio Nobel 1985 per l'Economia

MOTIVAZIONE: Per le sue importanti analisi
sul risparmio e sui mercati finanziari.

Nato a Roma nel 1918, il noto economista è di nazionalità statunitense.
Professore di Economia e Finanza al Massachusetts Institute of Technology di Boston, ha tentato di operare una sintesi tra le indicazioni socio-economiche di Keynes e l'analisi neoclassica.
Noto soprattutto per aver sviluppato la teoria keynesiana dell'interesse, è autore di moltissimi libri:Preferenza per la liquidità e teoria dell'interesse e della moneta, Reddito nazionale e commercio internazionale, Analisi dell'utilità e funzioni del consumo, II meccanismo monetario e le sue interazioni con i fenomeni reali, Politica monetaria e consumo.

L'ipotesi del ciclo vitale del risparmio e una breve raccolta di scritti, apparsa sotto il titolo Scritti di F. Modigliani, dove fra l'altro vengono confrontate le sue valutazioni con il recente passato, relativamente al dibattito tra keynesiani e monetaristi.

Egli afferma che "la differenza fra queste due scuole di pensiero è che i non-monetaristi accettano quello che considerano come il fondamentale messaggio pratico della Teoria Generale di Keynes, che l'economia di mercato, cioè, è soggetta a fluttuazioni nel prodotto, nella disoccupazione e nei prezzi, che devono essere corrette. I monetaristi, d'altro canto, mantengono fermo il punto che non vi è alcun bisogno di stabilizzare l'economia finché la crescita dell'offerta di moneta segue una regola prestabilita. Che se anche vi fosse bisogno di stabilizzare l'economia, non abbiamo la capacità di farlo, e che anche se potessimo farlo non dovremmo affidare alle autorità il necessario potere discrezionale".
Le differenze di campo non sono quindi analitiche, ma risiedono nei diversi approcci fìlosofici, da una parte, e in differenti valutazioni empiriche concernenti il valore e la stabilità di alcuni cruciali parametri del sistema, dall'altra.

Gli studi dell'economista hanno inoltre portato a un'altra importante e severa conclusione: la disoccupazione, intesa come cura dell'inflazione, ha avuto purtroppo una triste conferma nella politica economica recessiva dei primi anni ottanta negli USA, con un'inflazione che è stata spezzata ma con costi sociali troppo alti per una potenza mondiale.

Muore nel settembre 2003.

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Ultimo aggiornamento 12 marzo 2004