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S. QUASIMODO
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E. G. SEGRE'
 
ERNESTO TEODORO MONETA


Premio Nobel 1907 per la Pace

MOTIVAZIONE: Per il suo impegno e la fondazione
dell'Unione Lombarda per la pace e l'arbitrato.

Ernesto Teodro Moneta nacque a Milano il 20 settembre 1833. Suo padre fu un ardente patriota italiano e partecipò, insieme ai figli, tra i quali anche il quindicenne Ernesto Teodoro, all'insurrezione contro gli austriaci nel 1848. In seguito Ernesto Teodoro Moneta partecipò alle campagne irredentiste decisive: combattè nel 1859 nell'Italia settentrionale e l'anno seguente sul Volturno e in Calabria. Quindi proseguì la ferma alcuni anni come ufficiale nell'esercito italiano, ma dopo la infausta battaglia di Custoza contro gli austriaci nel 1866 abbandonò il servizio militare e si dedicò completamente all'attività giornalistica. Nel 1867 entrò nella direzione del più importante giornale milanese, "Il Secolo", dirigendolo per trent'anni, fino al 1896.

E' stato anche il direttore della rivista bimestrale, "La vita internazionale". Dopo il 1870 Moneta si identificò con il movimento internazionale della pace. Nel 1887 costituì la Società internazionale per la pace: Unione Lombarda, la più attiva e la più importante società per la pace in Italia. Moneta ne fu il presidente e il suo genio amministrativo quasi fin dalla fondazione. Inoltre tenne conferenze per la pace in tutta Italia, costituendo altre società per la pace, simili a quella da lui stesso fondata. Fin dal 1895 Moneta rappresentò il suo Paese nella Commissione dell'uffizio internazionale per la pace e prese parte attiva ai congressi internazionali per la pace. Nel 1894, al congresso per la pace di Anversa, egli propose, e fu accettata, la determinazione di fare un "Appel aux Nations" (Appello alle Nazioni), e fu questo un esempio seguito da tutti i congressi per la pace. Fu nel 1906 il presidente del XV Congresso internazionale per la pace a Milano.

Grazie alla sua posizione di preminenza all'interno della stampa italiana, Moneta ebbe la miglior occasione di lavorare per le sue idee di pacificazione, tanto che nessun gran giornale europeo adottò così presto come "Il Secolo" un programma di pacificazione. Moneta si applicò alla disposizione popolare della milizia, sul modello svizzero, in modo tale che l'esercito sarebbe riuscito a essere esclusivamente destinato alla difesa della patria. Inoltre egli tenne informato il suo pubblico sul progresso della pace e dell'arbitrato.

Ma il suo lavoro più importante fu quello di avvicinare la Francia all'Italia. Già fin dai primi sentori di sentimenti antifrancesi in Italia, al principio del penultimo decennio del XIX secolo, Moneta combattè fieramente dalle colonne del suo giornale. E nel 1888 egli promosse un convegno a Milano invitando deputati francesi e italiani: si rivelò come possente mezzo per avvicinare le due nazioni.

Ogniqualvolta l'antagonismo tra i francesi e gli italiani andava scemando Moneta istruiva i suoi lettori in termini entusiastici di progresso; considerando un fatto compiuto l'accordo franco-italiano del 1903, Moneta ricevette, non solo dai propri compatrioti, ma anche dai francesi, dimostrazioni di piena riconoscenza per il gran lavoro che aveva fatto.

Allo stesso tempo, Moneta ha attivamente lavorato per stabilire un buon accordo con l'Austria e ha combattuto le agitazioni degli irredentisti italiani contro questo Paese.

Alcuni degli scritti e delle conferenze di Moneta sono stati ripubblicati con minuzia filologica. Il suo capolavoro è Le guerre, le insurrezioni e la pace nel secolo decimonono (Società tipografica editrice popolare, Milano 1903), un compendio sulle relazioni internazionali dei tempi recenti.

Fu uno scritto singolare, come una serie di articoli pubblicati in Vita internazionale, in seguito mai più ripresi. Ne sono usciti tre volumi che prendono in considerazione i fatti fino all'anno 1866.

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Ultimo aggiornamento 12 marzo 2004

 

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