|
| ||||||||||||||||||||||||
| RITA
LEVI MONTALCINI | |||||||||||||||||||||||
|
Nata a Torino il 22 aprile 1909, Rita Levi Montalcini fin da bambina cercò di imporre la sua passione per lo studio e il suo forte senso di indipendenza contro la severità del padre e l'austerità delle tradizioni familiari. Conseguita
la maturità classica, fu spinta verso la medicina dalla dolorosa
esperienza
della malattia e della morte di una persona a lei molto cara. |
![]() |
|||||||||||||||||||||||
|
laboratorio allestito in casa. Nella cattiva sorte Rita Levi Montalcini ebbe la fortuna di trovare la sua vera vocazione: la ricerca pura. A questa vocazione si dedicò con passione, canalizzandovi tutta la sua vita affettiva e sentimentale, senza alcun rimpianto. Tornata in Italia dopo l'invasione tedesca del Belgio, dove si era rifugiata, ritrovò il suo illuminato mentore, Giuseppe Levi, che l'aveva indirizzata allo studio dell sistema nervoso. Durante
la guerra si era rifugiata a Firenze, dove si nascose per poi aderire
alla lotta partigiana, aiutando i compagni nella falsificazione dei
documenti. Dopo la guerra tornò a Torino per lavorare all'Istituto
di Anatomia del professor Levi, accanto a Salvador Luria e Renato Dulbecco,
fino a quando non fu invitata dal prof. Viktor Hamburger a continuare
i suoi esperimenti di neuroembriologia a Saint Louis, per un periodo
di sei mesi. Vi rimase venti anni, messi a frutto nell'inseguimento
e nella realizzazione del suo sogno: dimostrare che esiste un fattore
specifico che determina la crescita dei neuroni. E la scoperta arrivò
puntuale, alla fine degli anni cinquanta, così come la sua verifica,
tra novembre e dicembre del 1952, a Rio de Janeiro, mescolando cellule
nervose e cellule tumorali. | ||||||||||||||||||||||||
| ||||||||||||||||||||||||